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perdere il levoro in tempo di crisi economica non è una gran bella furbata, ma io l'ho fatto.
Eggià, la tanto agognata boorsa di studio è finita a novembre e da allora, sono a piedi.
Non vorrei entrare nel merito di quello schifo che ho visto in questo ultimo periodo in università. Forse non sarò stata la migliore delle ricercatrici, secondo la sua opinione, ma il trattamento che mi è stato riservato è stato a dir poco scandaloso e l'ultima trovata, poi, meriterebbe una bella lettera al Rettore...
ma guardiamo avanti che sennò mi viene da vomitare.
Beh, avanti per fortuna c'è la mia Nike che migliora ogni giorno. Piccoli passi avanti verso la fiducia che spero arrivi presto. Vorrei tanto che fosse una cagnolina felice.
Il lavoro, invece, non arriva. Certo alla mia età, donna, non è facile, qualcuno direbbe.
NON E' FACILE????? in realtà sembra praticamente impossibile.
Oggi ho inviato l'ultimo curriculum. L'età non va bene, ma cavoli, l'esperienza è perfetta. SONO PERFETTA PER QUEL LAVORO!!! ma sicuramente ci sarà qualche giovane trentenne, anche lei con tutto il diritto di cercare e trovare lavoro, che mi farà le scarpe. Vedremo.
Adesso devo convincere Nike a uscire di casa per fare la pipiì, altrimenti la fa in casa, porca paletta!
Solo che ha una paura folle della gente. Mai visto tanti umani in vita sua. mai sentito tanti rumori forti e improvvisi pima di due settimane fa. Povera cucciolina!
Dai, su andiamo!
Fantastico...adesso che non posso più mangiare le pesche poi...ahahahahahah!
Che l'oblio sia stato raggiunto ormai?...
Chissà, per ora torno a scrivere perchè il bisogno è tornato, almeno oggi.
Quanto durerà non è dato di sapere.
Luglio è passato,il caldo ci ha lasciato per la fresca brezza di settembre e io vorrei essere capace di andare altrove. O, semplicemente, vorrei essere capace di stare da qualche parte con la certezza che quello è il mio posto. E' il lavoro che mi rende una persona? E' quello che faccio o è quello che sono? Il mio posto è il mio posto di lavoro o il mio posto nel mondo?
Valgo qualcosa solo se so fare qualcosa di remunerativo? E' questo l'ultimo dilemma. Dovuto alla mia precaria stabilità professionale. Alla mia incapacità di capire chi sono perchè continuo inesorabilmente a cercarmi nel lavoro che faccio...
imparerò a trovarmi altrove, finalmente.
Caldo che sembra luglio ma il sole è quello di maggio e il cielo è dell'azzurro dei sogni. Le ragazze, le donne, le femmine, già tutte scperte, coi piedi liberi e caviglie felici. La primavera quest'anno è prepotente,ha battuto il timido inverno che non è mai riuscito a togliersi di dosso quella strana sensazione d'autunno. L'estate si prennuncia arrogante e il sudore è pronto a scorrere a fiumi.
Sono qui seduta nell'ufficio con vista rami di pino e pareti di libri, e aspetto. Aspetto che la voce di Milano plachi il suo tono così che io possa, finalmente, tornare alle mie quotidiane faccende.
Ho una gran voglia di uscire.
non se ne può più di questo tempo incerto e piovoso,
non ne posso più degli stivali,
voglio la caviglia libera!
Prendere la bici per venire al lavoro
non indossare più giacche, giacconi, maglioni ecc ma solo cose comode e leggere.
mettermi la gonna senza i collant....mmmm...quanto odio i collant...
Sarà stato il cambio dell'ora, il fatto che finalmente c'è luce fino a tardi...
ma ho voglia di stare fuori nel cazzeggio più totale.
andare a respirare il mare e guardarlo muoversi lentamente.
fare una camminata in montagna e faticare in salita,
arrivare in un prato e stendermi a guardare il cielo.
eh...
voglia d'estate
o meglio
gran voglia di primavera...
Si, si! la cosa è davvero interessante. Ora ne ho la certezza:
IL CASO E' UNA SCIENZA ESATTA!
Insulti, incontri, gambe rotte, cene e chissà che altro...
poi parole, parole, parole...parlare, finalmente delle prospettive, delle emozioni, dei sentimenti. Spesso espressi ma poco spiegati. Qualcuno pensa che i sentimenti non vadano spiegati. Io credo che a volte lo si debba fare.
Si rischiano pericolose incomprensioni e si rischia di avere idee distorte.
Guardare gli altri solo con i propri occhi può essere pericoloso ed è certamente un limite.
Cambiare prospettiva ed osservare anche con i suoi occhi, che nient'altro vuol dire che ascoltare invece di parlare.
eheheheh...strana la vita.
adesso vediamo martedì cosa succede...
e se mi buttassi in politica?
ci sono le amministrative fra qualche mese e ho avuto la tentazione di interessarmi un pò di più a questo argomento...
non sono sicura. In realtà c'è una cosa ben precisa che mi sta a cuore e per la quale ho la tentazione di sfidare il buco nero della politica.
EDUCAZIONE
parolina magica.
concetto ormai sconosciuto in questo mondo di ipocriti votati alla libertà di azione che ignorano volutamente, per pigrizia e per comodità, che la medesima è giustamente limitata dall'esistenza di altre persone a questo mondo oltre a noi stessi.
Esisteva un principio: la mia libertà finisce là dove inizia la libertà altrui.
Un principio perfetto. Riconosceva che ogni individuo ha diritto ad essere libero nel rispetto della libertà degli altri.
DIRITTI.
altra parolina magica il cui significato è stato stravolto in modo abominevole nel corso degli anni.
Sull'altare dei diritti sono stato sacrificati i doveri...
DOVERI
Concetto che parte da un presupposto fondamentale, che forse in pochi conoscono. I diritti non sono assoluti. Possono essere fondamentali, ma non assoluti. E tra le due cose c'è una bella differenza.
Provate a pensarci. A questo mondo neppure il diritto alla vita è assoluto. Esistono paesi in cui è tuttora applicata la pena di morte. Esistono discussioni infinite sulle problematiche dell'aborto, dell'eutanasia...
E allora? se neanche la vita è un dirtitto assoluto, quali altri diritti potrebbero mai essere ritenuti tali?
Partendo da questo presupposto ci si ritrova a fare i conti che la mancanza di assolutezza è dovuta al fatto che viviamo in un contesto sociale che necessariamente oltre ai diritti deve essere caratterizzato dai doveri.
E qui torno al mio discorso iniziale. L'educazione. Essere educati. Avere rispetto. Saper tacere. Ascoltare con attenzione. Cedere il posto sull'autobus. Potrebbe sembrare una sciocchezza. Ma quanti prendono l'autobus dovrebbero cominciare a domandarsi perchè sono sempre meno le persone che cedono il posto ad un anziano, o ad una persona con difficoltà motorie. Perchè, mi domando?
L'indifferenza, l'arroganza sembrtano avere il controllo e il sopravvento su tutto. Vincono i furbi. Quelli che si nascondono o quelli che urlano.
Mi è capitato di vedere la prima puntata di "amici" la scorsa domenica. Sono rimasta sconvolta dalla maleducazione di una delle allieve che si rivolgeva ad un insegnante con tono arrogante, privo di rispetto. Totalemente priva di quasiasi forma di educazione. Un allievo che non rispetta l'insegnante di fronte a tutti e lo deride. Legittima la critica, legittimo non approvare i metodi o le opinioni di un insegnante. Ma non è legittimo mancare di rispetto in quel modo. Che tristezza.
Ma non si può andare avanti così.
Io non sto parlando di disciplina, di rigore o chissà cosa. Sto parlando semplicemente di educazione...
Sembro una marziana...
Gesù bambino?
era Babbo Natale da giovane!!!!
per molti questa è la settimana più stressante dell'anno.
Certo, negli ultimi giorni prima delle vacanze in tutti gli uffici si devono terminare il maggior numero di lavori possibili...come se il mondo finisse a capodanno, più o meno.
Certo, le commesse dei negozi non ne possono più di lavorare tutto il giorno, tutti i giorni per tutto il mese di dicembre.
Certo è stressante tutto ciò.
Peccato che non sia il motivo per cui la maggior parte degli italiani è stressata...provate a guardarvi intorno e ad ascoltare attentamente le parole che sentite dai vostri interlocutori. Vi parleranno per unattimo di lavoro, ore di straordinario, il capo impazzito e poi,
inesorabilmente
il discorso cadrà sulla questione centrale. Il problema fondamentale di ogni Natale che si rispetti...
...I REGALIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!1
tutti ad imprecare sul fatto che non hanno ancora comprato niente, che sono indecisi, che non vogliono spendere troppo, salvo poi regalare cellulari nuovi a tutta la famiglia...
...che non sanno se fare il regalo a tizio, caio o sempronio...bla bla bla bla....
E poi, provate a chiedere ad una bambino cosa succede a Natale.
Le risposte sono due:
arriva Babbo Natale coi doni e
nasce Gesù bambino...
Gesù chiii????
...beata gioventù...